Il museo delle calzature “impossibili”


Riviera del Brenta: dove nascono le scarpe icona del lusso mondiale

Nella mappa mondiale del lusso, il Veneto, e più precisamente la Riviera del Brenta, fra Padova e Venezia, è famosa per la produzione delle scarpe più lussuose e scenografiche al mondo, tanto da esser stata scelta come quartier generale di produzione dai gruppi LVMH e Kering, giganti del lusso che qui realizzano le calzature dei loro super brand tra cui Louis Vuitton, Christian Dior, Yves Saint Laurent, Bottega Veneta e la lista sarebbe davvero lunghissima.
La genesi di questa maestria artigiana, in grado di realizzare vere e proprie architetture “impossibili”, va ricondotta agli anni di pacifico dominio della Serenissima Repubblica di Venezia durante i quali, lungo il fiume Brenta, si insediarono con le loro maestose ville ed attività rurali numerose famiglie nobili veneziane che qui importarono sin dal ‘400 anche le fiorenti arti legate all’industria del lusso e delle feste.

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Rossimoda e la rivoluzione della calzature femminili nel secondo dopoguerra

L’altissimo livello di qualità raggiunto in tutte le fasi della produzione, un processo artigianale che per una scarpa di lusso richiede anche tra i 100 ed i 150 passaggi di lavorazione, portò alla nascita, nel secondo dopoguerra, di numerose manifatture, tra cui la celebre Rossimoda, creata nel 1947 da Narciso Rossi. La storia del calzaturificio è quanto mai intrecciata con l’età dell’oro delle calzature femminili, alla fine degli anni ’40, quando, complice la voglia di evasione, la ripresa economica e la disponibilità di nuove tecniche e materiali derivanti dallo sforzo bellico diedero grande slancio all’industria della moda. E’ l’inizio in Francia di una rivoluzione che presto abbraccerà anche il mondo delle calzature che, considerate in principio un “accessorio” a completamento dell’abito, acquisteranno negli anni un’importanza sempre maggiore nel guardaroba femminile. Basti pensare che è nel 1959 che Roger Vivier, il più grande shoe designer di tutti i tempi, inventerà per Dior il “tacco choc” di 10 cm (quando prima di lui il tacco era di moda al massimo di 6 cm), ispirato allo slancio delle ballerine, facendo così nascere i tacchi a spillo e un nuovo modo di essere sexy.

Parigi è il posto giusto e così agli inizi degli anni ’60 anche Luigino Rossi, che a partire dal ’56, insieme ai fratelli Dino e Diego, aveva affiancato il padre Narciso in azienda, si reca nella capitale francese per “fare ricerca”: entra in una boutique di Jourdan, couturier che all’epoca collaborava con Christian Dior per le calzature, e chiede di vedere un modello fingendo che sia per la moglie. Il caso vuole che quel giorno in negozio ci sia proprio Roland Jourdan in persona con cui inizia a chiacchierare, rivelando di essere un esperto di arte calzaturiera. Si apre così la prima collaborazione con Dior a cui fa seguito nel 1963 il primo contratto di licenza, durato ben 38 anni, con un giovane Yves Saint Laurent, che lasciato l’atelier Dior si accingeva a creare la sua maison, e a cui ne seguiranno molti altri per famosissimi brand internazionali.

30112017-L1260735 + Group Copy 2 + ‘700:le prime Zeppe

La nascita del Museo della Calzatura a Villa Foscarini Rossi

Nel 1995 Luigino, spinto dalla voglia di celebrare i lunghi anni di attività dell’azienda e di diffondere la tradizione calzaturiera della Riviera del Brenta, apre il Museo della Calzatura all’interno della seicentesca Villa Foscarini Rossi a Stra costruita per volere del nobile veneziano Jacopo Foscarini. Il museo raccoglie una collezione di oltre 1500 modelli femminili di lusso prodotti dal calzaturificio Rossimoda dal 1947 ad oggi, tra cui molti preziosi pezzi unici, oltre ad un archivio digitale dove sono custoditi ben 17800 modelli di calzature. Un immenso tesoro di storia che spiega perché il museo, ed il suo archivio, sono oggi tra le mete più popolari di ricerca da parte di designer di tutto il mondo.

La mostra inizia al piano terra della villa con una collezione di scarpe settecentesche tra cui spicca un’elaborata calzatura veneziana in broccato con pattino removibile per non sporcarsi le suole quando si usciva, testimonianza dell’ingegno artigiano che il comparto della calzatura vantava già all’epoca. Il percorso espositivo prosegue con i brand americani e nordeuropei, tra cui Marc by Marc Jacobs, Donna Karan, Calvin Klein, Richard Tyler, Vera Wang, Anne Klein, A. Pfister e Porsche Design, e prosegue al secondo piano con i brand mediterranei: Christian Dior, Yves Saint Laurent, Christian Lacroix, Céline, Kenzo, Givenchy, Ungaro, Fendi, Genny, Emilio Pucci, Loewe.

30112017-L1260800 + Group Copy 3 + Una villa affrescata

Gli highlight del Museo: ogni scarpa, un pezzo di storia della moda

Dietro ogni scarpa del Museo si cela un pezzo importante della storia della moda: come la Pilgrim disegnata da Roger Vivier per Yves Saint Laurent agli inizi degli anni ’60 per essere abbinata alla collezione di abiti ispirati a Piet Mondrian ed entrata nel mito grazie all’attrice Catherine Deneuve nel film Bella di Giorno dove la moda è assoluta protagonista, il modello più riprodotto e venduto al mondo.

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A Yves Saint Laurent è dedicata una retrospettiva che racconta il suo lavoro attraverso gli anni 70 – 80 – 90 ed è forse proprio negli anni ‘70 che la sua creatività raggiunge l’apice. Lo stilista trasforma i capi del guardaroba maschile, come lo smoking, il tailleur pantalone, la sahariana – gli scatti “africani” del 1968 per Vogue con una splendida modella Veruschka sono uno dei fashion shooting più belli di tutti i tempi – e soprattutto lo stivale che sino ad allora era portato solo da uomini e donne non certo perbene, in oggetti di seduzione. E’ Saint Laurent che ha saputo rendere, forse meglio di chiunque altro, più bello e sensuale il corpo femminile, studiando ogni minimo dettaglio: pare non amasse, per esempio, i tacchi alti più di 10 cm perché infondevano un’andatura curva alle spalle rendendo meno seducente il portamento della donna o che fosse ossessionato dalla ricerca della perfezione, delle sfumature (“non esiste un nero, ma dei neri”!), della piega perfetta che potesse esaltare un suo ideale estetico.

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Ai suoi anni ’80 appartengono le pumps Vipera Dorata che aprono gli anni dei glitter e dei colori metallici e che in un colpo di genio lo stilista francese aveva voluto dipingere d’oro perché il rettile non gli sembrava abbastanza sexy, mentre dall’amicizia di Luigino Rossi con Ferdinand Alexander Porsche, conosciuto proprio ad una sfilata di YSL, nascerà nel 1977 la prima car shoe unisex ispirata alla Porsche Carrera 911 con la suola scolpita come il copertone Pirelli P6.

30112017-L1260852-2 + Group Copy 3 + Le Vipera Dorata diNegli anni ’90 impera lo stile di Karl Lagerfeld che per Fendi disegna la scarpa con il tacco sospeso e che ama dialogare con i suoi collaboratori inviando schizzi disegnati a mano (che vediamo appesi alle pareti del Museo con la traduzione a matita dal francese all’italiano) e le forme rigorose, sporty chic, di Calvin Klein. Seguono le icone degli anni ‘2000 come i sandali con i lacci dorati di Donna Karan, vere e proprie armi di seduzione indossate da Sharon Stone in Basic Instinct 2, o i modelli da gladiatrice metropolitana che hanno decretato la seconda vita ed il successo planetario del brand Givenchy.
E le storie da raccontare sarebbero davvero tante altre ancora…

30112017-L1260759 + Group Copy 3 + Basic Instinct 2

Come scoprire i “segreti” del Museo

Villa Foscarini Rossi che, come Rossimoda, dal 2003 è entrata a far parte del gruppo LVMH, è oggi guidata dalla figlia di Luigino, Cristina, mentre curatrice del museo è Federica Rossi. E’ lei che, durante una visita guidata (non avrebbe senso visitare il museo senza godere del racconto delle storie che si celano dietro ad ogni modello!), moderna fata turchina, saprà trasformare ogni scarpa in un sogno e che, questo si che è un segreto, al termine del percorso vi darà anche la lista degli spacci aziendali della zona.

Prima della shopping session, vi potete fermare a pranzo all’Osteria del Baccalà, a soli 50 metri dal Museo, dove la cuoca Linda vi saprà deliziare con il calore delle osterie di una volta e le ricette della tradizione di casa.

Per info: www.museodellacalzatura.it | Villa Foscarini Rossi, via Doge Pisani 1/2, 30039 Stra (Venezia) | Tel. +39 049 9801091 | Ingresso 7 Euro, Ingresso con visita guidata 7+30 Euro (solo su prenotazione, fino a 15 pax)

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