Ceramiche Barettoni (VI)


Barettoni già Antonibon è una delle aziende che ha maggiormente contribuito alla storia dell’arte della ceramica, riuscendo a tramandare sino ai giorni nostri uno straordinario patrimonio fatto di 400 anni di impasti alchemici, forniture regali e raffinata artigianalità.
Situata nel centro di Nove, piccolo paese vicino a Bassano del Grappa (VI), conosciuto come la “città della ceramica”, è non solo la più antica fabbrica di ceramiche del Veneto, il primo documento conosciuto parla di un Antonibon ceramista già nel 1685, ma anche quella che divenne la più importante della Regione sotto l’egida della Repubblica di Venezia. E’ proprio grazie agli aiuti della Serenissima, che puntava a promuovere l’industria della ceramica interna per contrastarne il traffico che giungeva dal Nord Europa, oltre alla vicinanza con il fiume Brenta, perfetto per il trasporto, e la presenza nel sottosuolo di argilla plastica, saldame e caolino, che Giovanni Battista Antonibon nel 1727 decide di aprire una fabbrica in quella che era la vecchia casa paterna di Nove, un edificio quattrocentesco dove tutt’ora ha sede l’azienda. Gli succede il figlio Pasquale che nel 1762 riesce a produrre anche l’ambita porcellana, il mitico “oro bianco” come la aveva definita Marco Polo, inventata in Cina dove già nel secolo VII era apprezzatissima quella con decori blu (inizialmente uno dei pochi colori resistenti alle alte temperature della porcellana). Sono anni in cui la Antonibon sforna, letteralmente, opere di incredibile maestria, riuscendo a farsi apprezzare da una clientela d’élite proveniente da tutta Europa. Con il declino della Repubblica di Venezia e il sopraggiungere del dominio austriaco, nella seconda metà dell’800 la Antonibon vive anni di alterne fortune sino al 1907 quando l’avvocato Lodovico Barettoni la acquista per salvarla dalla chiusura. Oggi è il nipote Lodovico, insieme alla famiglia, a continuare quella gloriosa tradizione che negli anni ha fornito ambasciate e case reali di mezzo mondo, brand del lusso come Christian Dior, Gucci, Pierre Cardin, Tiffany, e collaborato con importanti musei come il Victoria & Albert Museum a Londra, Ca’ Rezzonico a Venezia, Palazzo del Topkapi a Instanbul, sino ovviamente al Museo della Ceramica di Nove.

Il segreto più spettacolare della Barettoni già Antonibon oggi è custodito in quello che, almeno sin dal 1508, data dell’affresco all’entrata, è stato l’appartamento dei titolari della fabbrica dove oggi si può visitare una casa-museo unica al mondo allestita con centinaia di ceramiche appartenenti all’archivio storico Antonibon-Barettoni. Una sorta di enorme installazione artistica dove si possono ammirare rarità di tutte le epoche: dalle prime maioliche con motivi monocromatici blu o verdi alle cosiddette decorazioni “persiane o a ponticello” con disegni esotici sino al decoro con fiori recisi, oggi tipico della produzione di Nove, ma che fu inventato proprio dagli Antonibon. Tra i servizi più rappresentativi, la rarissima antipastiera da 21 pezzi del 1750 o quello con fiorellini di campo in cui ci sono volute oltre 20 ore di decoro a mano per ogni piatto.

A fianco della casa-museo, la fabbrica è un meraviglioso monumento di archeologia industriale dove, tra un’antica fornace a legna gelosamente conservata e macchinari d’epoca, ancor oggi si usano stampi originali del ‘700 per creare pezzi unici decorati completamente a mano e riconoscibili dalla firma sul retro, originariamente un asterisco blu, che poi negli anni ha assunto le fattezze di una stella cometa, che si possono acquistare nell’adiacente negozio.

IL SEGRETO

Il mondo della ceramica, da sempre contraddistinto da formule segrete per smalti e finiture, ha fatto da sfondo ad alcuni tra i capitoli più interessanti dello spionaggio industriale veneto: si pensi che Pasquale Antonibon, vittima dei suoi stessi operai che trafugheranno informazioni importanti per darle alla concorrenza – famosa è la rivalità con la fabbrica Cozzi di Venezia – nei 36 anni di attività ha sostenuto ben 65 cause arrivando ad imporre diverse misure restrittive alla forza lavoro pur di mettere in salvo i suoi “segreti”.

Info Utili:

Barettoni
Via Molini 3
36055 Nove, Vicenza
+39 0424 590013

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