Marisa Convento (VE)


Marisa non nasce impiraressa, ma ha scelto di diventarlo per amore di questa antica professione che tanto la ha affascinata durante gli anni dei suoi primi lavori a Venezia. La sua è un’educazione al bello: lavora per varie botteghe artigiane, dai tessuti al vetro fatto a mano, ma il colpo di fulmine arriva per le perle veneziane e nel 2007, non senza sacrifici, apre il suo piccolo Atelier in Calle de la Mandola.

La storia delle perle veneziane è tra le più affascinanti al mondo: pochi conoscono, infatti, la loro vera storia avvolta da magia e leggende di terre lontane. All’epoca dei traffici con le Americhe, le Indie e poi del colonialismo, le perle divennero, infatti, una preziosa merce di scambio, usate come moneta per commerciare con le popolazioni locali, soprattutto in Africa. Fu così che, considerato che Venezia deteneva praticamente il monopolio della fabbricazione delle perle in vetro (prima che nascessero materiali più economici per riprodurle), si diffuse il mestiere delle “impiraresse” (da impirar, ovvero infilare in dialetto locale), donne che per arrotondare lo stipendio della famiglia infilavano minuscole perline, dette “conterie”, in matasse (bundles) per un duplice scopo: verificare che esse fossero bucate (e quindi non difettate) e per trasformarle nell’unità di misura dell’epoca, ovvero una matassa che equivaleva fino a ½ kilo di merce di scambio (con 2 kg, per dire, si poteva comprare uno schiavo).

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Per capire l’importanza delle perle veneziane, ci basta raccontare che esse sono il bene che più nei secoli ha mantenuto intatto il suo valore nel tempo ed anche quello che ha avuto una maggiore diffusione al mondo. Le fondamenta della città di NY, per fare un altro, affascinante, esempio, sono “costruite” sulle perle veneziane: prima di diventare Nuova York era, infatti, una piccola città fortificata che si chiamava Nuova Amsterdam e che fu comprata, nel 1626, dalla Compagnia Olandese delle Indie Occidentali, proprio con uno scambio di perline, in particolare di perle “rosette” (chevron in inglese), le più famose di tutte e le più ricercate dai collezionisti. Bianche, rosse e blu, furono inventate da Marietta Barovier proprio per essere destinate alle colonie ed ancora oggi si possono ancora vedere addosso, in bellissime collane tribali, agli sciamani e capi tribù di varie zone dell’Africa.
Si dice che le perle riescano a catalizzare l’energia di chi le ha indossate, ecco perché collane antiche, come quelle indossate dagli sciamani o usate per riti voodu, sono davvero preziosissime.
Ascoltare queste, e molte altre storie, e vedere Marisa intenta a lavorare veloce alla sua “sessola”, la paletta di legno in cui si infilano a mano le perline conterie su lunghi e sottili aghi, apre davvero le porte della fantasia. Quello che rende il lavoro di Marisa ancora più speciale è che per le sue creazioni utilizza vecchie conterie che non sono più in produzione dagli anni ’80, vintage e specialissime quindi, mentre le perle più grandi sono realizzate, su suo esclusivo disegno, da artisti del vetro di Murano.

I suoi accessori gioiello, realizzati anche su misura, sono tutti pezzi unici di artigianato artistico ed sono davvero incredibili le meraviglie che Marisa riesce a creare con le perline: dai fiori, ai coralli sino a qualsiasi tipo di decoro per abiti. Valgono un viaggio le friulane (le ciabattine di velluto tipiche veneziane che piacciono a Kate Moss e che Marisa decora con coralli o fiori, rigorosamente comprate da Pied-à-terre a Rialto) o le collane in stile deco, perfette come statement piece su un abito boho. Se l’argomento vi affascina, leggete anche l’articolo su Ercole Moretti, leggendario produttore muranese di perle in vetro e murrine che conta un archivio-storico e museo che ospita anche la stupenda collezione di gioielli “africani” antichi.

IL SEGRETO

La leggenda racconta che sia stato Marco Polo, al suo ritorno dalla Cina nel 1295, a svelare le potenzialità dei mercati del lontano Oriente per la diffusione delle perle di vetro veneziane. Leggenda o meno, è un fatto storicamente accertato che le perle di vetro siano state prodotte a Venezia fin dal XIII secolo e che, nei secoli successivi, ne sia stato fatto un intenso commercio soprattutto con i porti del Levante.

Info Utili:

Marisa Convento
Calle de la Mandola, 3805
30124 Venezia
+39 041 5230292

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