Arquà Petrarca: il Borgo Incantato

Uno dei borghi più belli d’Italia adagiato lungo i Colli Euganei in provincia di Padova, Arquà Petrarca vale una visita (almeno!) per tre ragioni. La prima è quella forse meno conosciuta, amata da fotografi e Instagrammer. I colli, ed in particolare il pianoro del Mottolone, radura collinare raggiungibile in macchina a 2 minuti dal centro del Borgo, è uno dei luoghi più suggestivi d’Italia da cui assistere al fenomeno dell’inversione termica. Da ottobre ad aprile, in presenza di nebbia sopra i 200 metri sul livello del mare, quando nella pianura si registrano temperature inferiori rispetto ai rilievi assolati, si creano dei veri e propri “fiumi” di nebbia che si muovono sopra i colli, come soffice panna montata, verso il mare. Davvero una meraviglia! Se invece avete scelto per una visita una bella giornata di sole, vi dovrete accontentare di salire al Mottolone per assistere ad un semplice tramonto mozzafiato dove la natura e la particolare luce dei Colli Euganei diventano un tutt’uno di struggente bellezza!

Arquà Petrarca - Veneto Secrets

La seconda ragione per visitare il Borgo è la casa scelta da Francesco Petrarca, scrittore, poeta, filologo, primo umanista della storia, nel 1369 dopo una vita da jet-setter ante litteram tra le città e corti più influenti d’Europa, per ritirarsi in tranquillità nei suoi ultimi anni di vita. Un luogo che suscita un fascino magnetico non appena si varca la cancellata che porta al magnifico giardino. Della sua dimora originaria rimangono in particolare le decorazioni alle pareti con fasce affrescate a motivi floreali del primo piano, dove il poeta viveva con la famiglia, e al primo piano, la libreria e la sedia in stile moresco, sulla quale secondo la storia, nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 1374, il poeta “reclinò il capo”. I mirabili affreschi sono invece del XVI sec., opera commissionata dal nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco per omaggiare le opere più famose del poeta, come il poema Africa, da cui sono tratte le affascinanti raffigurazioni della Stanza di Cleopatra.
Amante soprattutto degli autori latini antichi, enorme fu l’attività di Petrarca di ricerca e analisi delle opere antiche, tra cui in particolare Cicerone e Virgilio, tanto che arrivò a riunire una preziosa quantità di libri. Durante il suo soggiorno a Venezia del 1362, Petrarca chiese al governo della Serenissima del tempo di accettare la donazione della sua collezione privata con il visionario intento di creare la prima biblioteca pubblica. Anche se il progetto non vide mai luce, fu proprio su questa idea che si fondò poi l’attuale Biblioteca Marciana.

Arquà Petrarca - Veneto Secrets

La terza ragione per visitare il Borgo è provare due leggendarie bevande, il Brodo di Giuggiule e l’Estregone, rese famose da un moderno alchimista: la storica azienda artigianale Scarpon, oggi custode di queste due straordinari prodotti del territorio e di molte altre leccornie locali. La giuggiola, frutto dolce acidulo del giuggiolo, è una pianta di provenienza asiatica importata in Italia dai Romani, talmente buona e dolce da aver dato vita all’espressione “andare in brodo di giuggiule”. L’Estregone è invece un liquore ricavato da un’erba officinale, l’estregone appunto, pianta della famiglia delle artemisie, la stessa dell’assenzio. Il nome, che significa “Piccolo Drago”, pare risalga addirittura all’epoca di Carlo Magno quando quest’erba veniva usata per curare i morsi di serpente. Oggi l’Estregone è amatissimo dai bartender sempre alla ricerca dell’ingrediente perfetto per i loro cocktail.

Che ne dite anche di una quarta ragione? A mezz’ora da Arquà Petrarca, a Sant’Urbano si trova il ristorante Balobino, un’oasi gourmet dove assaggiare piatti creati attorno a una materia prima eccellente e cucinati sul camino a legna, pane compreso, degustando i più buoni vini dei Colli Euganei!

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