Caffè Florian (VE)

Tra i locali più noti al mondo, amatissimo dal jet-set internazionale, il Caffè Florian di Piazza San Marco è una vera istituzione, uno dei pochi luoghi dove poter rivivere le atmosfere ricercate e sognanti dei café d’inizio secolo. Utilizzato come set cinematografico per tanti film cult, tra cui  “Summertime” con Katherine Hepburn e “Il talento di Mr Ripley” con Gwyneth Paltrow, il più antico caffè d’Italia, venne inaugurato sotto i portici delle Procuratie Nuove il 29 dicembre del 1720 con il nome “Alla Venezia Trionfante”. In tempi brevi fu unanimemente ribattezzato “Florian” dal nome del proprietario del tempo, Floriano Francesconi, a cui Goldoni si ispirò per il personaggio di Ridolfo, protagonista dell’opera “La bottega del caffè”.

Meta di artisti, intellettuali, storici e cacciatori di fortuna, il Florian vide letteralmente scorrere la storia di Venezia tra i suoi tavoli eleganti e la piazza antistante. Frequentato dalla bella gente dell’epoca, fu anche uno dei pochi luoghi dove si poteva acquistare la Gazzetta Veneta, uno dei primi quotidiani italiani in attività dal 1799 al 1945. Famoso per il caffè ma anche per la deliziosa cioccolata in tazza, chiamata “il brodo indiano”, il Florian fu l’unico locale a poter ospitare un pubblico femminile in deroga ai divieti imposti dalla Serenissima. Nei caffè veneziani del Settecento, infatti, in particolare durante il Carnevale, ogni tipo di trasgressione era all’ordine del giorno tanto che il Governo della Serenissima decise di proibirne la frequenza alle donne. Grazie alla clientela d’élite di nobili e diplomatici internazionali, spesso accompagnati dalle mogli, il Caffè Florian ottenne la deroga e proprio qui, difatti, il famoso Giacomo Casanova iniziò a dare appuntamento alle sue tante amanti. Insaziabile frequentatore del locale, pare che durante certe notti il suo fantasma inquieto esca da uno specchio e si aggiri ancora tra le Sale del Florian cercando le sue amanti perdute.

L’impressionante libro delle firme testimonia il passaggio di personaggi come Jorge Luis Borges, Thomas Mann, Goethe, Lord Byron, Gabriele D’Annunzio, Oscar Wilde, Ernest Hemingway, Amedeo Modigliani, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, Giorgio De Chirico, Paul Newman, Grace Kelly, Charlie Chaplin, Andy Warhol, Coco Chanel, Clint Eastwood e tanti altri. Per il gotha dell’arte, della musica e della cultura il Florian dal Settecento a oggi continua a essere una meta d’obbligo. Nell’800 tra le sue Sale l’allora sindaco e poeta Riccardo Selvatico ebbe l’idea di organizzare, in onore al Re Umberto e alla regina Margherita d’Italia, un’esposizione d’arte biennale inaugurata nel 1895 e oggi nota come Biennale di Venezia.

Prima di assumere la veste attuale, il caffè era costituito da due semplici salette senza vetrate. Verso la metà del Settecento si ingrandì aggiungendo altre due Sale finché, nel 1858, i gestori dell’epoca affidarono la ristrutturazione all’architetto Lodovico Cadorin dell’Accademia di Belle Arti che lo ingrandì ulteriormente conferendogli l’aspetto odierno. Dalla Sala del Senato, decorata dal pittore Casa che nei suoi affreschi celebrò il progresso e la scienza, alla Sala Cinese e la Sala Orientale, arricchite da motivi esotici e sensuali, alla Sala delle Stagioni o degli Specchi, con le sue figure femminili, il Florian è un trionfo di stucchi, velluti e decori in foglia d’oro. In una delle sale laterali, detta Sala degli Uomini Illustri, è possibile ammirare una galleria di ritratti a olio di alcuni tra i più celebri personaggi veneziani mentre la Sala Liberty, realizzata nei primi del Novecento, si distingue per i magnifici specchi realizzati a mano e le delicate lampade a fiore che abbelliscono gli angoli. Tutti gli arredi sono originali, dalle porte ai pavimenti in legno marino, ai piccoli tavolini in marmo che, grazie a un ingegnoso sistema di rotazione, consentivano alle dame dell’epoca riccamente vestite, di accomodarsi più agevolmente sulle sedute di velluto.  Ai giorni nostri il Caffè Florian continua a vivere come un salotto privilegiato sulla variopinta scena veneziana, offrendo ai suoi clienti la possibilità di vivere una Venezia da sogno. Dalle maschere del Carnevale, che qui si riuniscono per la gioia degli occhi (e delle macchine fotografiche), alle numerose iniziative dedicate all’arte contemporanea e alla musica. Durante il periodo della Biennale, il Florian organizza “Temporanea – Le Realtà Possibili del Caffè Florian”, affidando ai maggiori artisti internazionali, la reinterpretazione dello “spazio Florian” attraverso installazioni di eccellenza.

Se volete vivere il Caffè Florian da veri veneziani, l’aperitivo o il caffè si bevono al bar (ci sono, infatti, due diversi menù, uno Al Banco e uno Al Tavolo che potete scaricare qui), magari accompagnati dai mitici mini tramezzini oppure dai macarons che si dice siano siano nati proprio a Venezia nel XVI secolo e quindi importati in Francia da Caterina De Medici per il suo matrimonio con il Duca D’Orléans.

Il segreto

Lo scultore Antonio Canova trovò in Floriano Francesconi un vero amico e benefattore. Canova lo ripagò della sua gentilezza aiutandolo a acquistare nuove scarpe quando soffriva di gotta: lo scultore intagliò un modello del piede dell’amico per permettere al calzolaio di prendere le misure senza infliggergli sofferenze. Protagonista indiscusso della vita veneziana, il Florian si distinse anche il 4 novembre del 1966 quando si raggiunse l’attuale record di acqua alta, ben 2 metri sopra il livello del mare. Una delle fotografie più iconiche di Venezia ritrae, infatti, uno storico cameriere del Florian che offre un caffè a due traghettatori di emergenza impegnati a fare la spola da una sponda all’altra della piazza.

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