Casino Venier: il divertimento segreto del ‘700 veneziano

Venezia nel ‘700 è la capitale indiscussa del divertimento, fulcro della vita culturale e mondana europea e famosa per i suoi magnifici balli, feste e spettacoli teatrali. Ma è nei “casini” (da piccola casa) o “ridotti” (da ridursi, cioè recarsi, incontrarsi) che si consumano i vizi e le virtù più segreti del bel mondo dell’epoca.
Piccole stanze o appartamenti, più intimi e facili da scaldare rispetto alle sale dei palazzi, nascono dalla necessità di ovviare ai divieti imposti dal Governo della Serenissima per limitare il gioco d’azzardo e, quando ancora bar e locali pubblici non esistevano, di poter continuare a divertirsi anche a tarda sera dopo il teatro. Pian piano diventano un vero e proprio status symbol, nel 1744 se ne contano ben 118, e le nobildonne dell’epoca fanno a gara per far sfoggio di un ridotto privato nella centrale zona di Piazza San Marco, dove si concentravano i teatri. Nascono così ridotti di ogni genere e tipo di pubblico, tra salotti culturali adibiti alla pratica delle arti, come la musica o la poesia, e altri più mondani dove giocare d’azzardo, ballare, intrattenersi con le cortigiane e favorire incontri galanti.

Il successo è tale che nel 1638, per tentare di controllare il fenomeno, il Governo concede la licenza di pubblico ridotto al nobile Marco Dandolo nel cui omonimo Palazzo Dandolo (ora Hotel Monaco & Grand Canal) nasce quindi a tutti gli effetti il primo casinò d’Europa. Le sue sale sono celebrate nei famosi dipinti di Francesco Guardi e Pietro Longhi dove sono raffigurati nobili mascherati, un’altra moda dell’epoca, intenti ai tavoli da gioco, e bellissime cortigiane che si intrattengono con gentiluomini di fortuna (Casanova ne era un assiduo frequentatore). La moda del ridotto andrà poi via via perdendosi con il nascere dei bar e locali pubblici, ma oggi si può ancora visitarne qualcuno che mantiene intatti i meravigliosi decori che li contraddistinguevano.

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Il più caratteristico giunto sino a noi è sicuramente il Ridotto Venier, di proprietà di Federico Venier, procuratore della Repubblica di Venezia, ma gestito dalla moglie Elena Priuli, colta nobildonna che ne aveva fatto il suo ambito “salotto”. Situato in zona san Marco vicino al Ponte dei Bareteri, si trova nel mezzanino di un anonimo edificio e, una volta varcata la piccola porticina che conduce alle strette scale e solcato l’ingresso, si apre tutta la meraviglia del salone centrale, con il soffitto decorato con il logo della famiglia Venier, da cui si dipartono 4 salette: a destra le 2 sale da gioco, e a sinistra la cucina e la sala da pranzo. Gli ambienti hanno mantenuto tutte le decorazioni originali, che risalgono al 1750 circa: raffinati pavimenti in marmo connessospecchi, stucchi e marmorini, il camino in marmo rivestito in maioliche di Delft con immagini di farfalle, le porte e gli armadi in prezioso palissandro e persino le maniglie e le serrature in bronzo.

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La segretezza del luogo si evince da deliziosi particolari giunti intatti sino a noi: come il citofono “ante litteram”, una mattonella rimovibile nel pavimento della sala d’ingresso che serviva da spioncino per vedere chi era all’ingresso, o la stanzetta nascosta alle spalle della scala d’entrata, usata come sala dei musici, la cui musica fluiva attraverso le grate intagliate in legno dorato, usata anche per spiare inosservati quanto accadeva nel salone. Anche le sale erano state progettate per favorire la privacy: nella prima sala di destra, dentro l’armadio, si cela una porta segreta che dava direttamente sulle scale principali per poter uscire senza passare per l’ingresso, mentre nella seconda stanza si può vedere un liagò, un poggiolo in ferro battuto con lo stemma Venier, che permette di osservare i passanti dall’alto senza esser visti dalla calle sottostante.

Oggi il ridotto, visitabile su appuntamento, è sede dell’Associazione Culturale Italo-Francese Alliance Française, restaurato negli anni ’80 grazie all’intervento del Comité français pour la sauvegarde de Venise e al contributo dell’Unesco che ha permesso di riportare alla luce i meravigliosi affreschi.
E se vi è venuta voglia di scoprire altri ridotti, tra i più belli, oltre al Casino Dandolo oggi parte dell’Hotel Monaco & Grand Canal, potete visitare il Casino Sagredo, trasformato in 2 suite nell’omonimo hotel a 5 stelle, e il Casino Zane, sede del Centre de musique romantique française.

Per maggiori info: http://www.afvenezia.it/

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