Fonderia Valese (VE)

Ultima fonderia artistica rimasta a Venezia, la sua storia è raccontata in ognuno dei tanti decori, in bronzo e in ottone, che la rendono una città così unica: dai romantici lampioni, alle originali maniglie dei portoni dei palazzi sul Canal Grande sino ai meravigliosi ornamenti marini delle gondole. Dettagli, tra i più ammirati e fotografati al mondo, che per la maggior parte sono stati creati proprio nell’atelier di Cannaregio, in un suggestivo edificio di archeologia industriale che la patina del tempo ha ingentilito donandogli quel nostalgico romanticismo tipico delle fabbriche di inizio secolo.

Fondata nel 1913 da Luigi Valese, nel 2006 la sua arte è continuata da Carlo Semenzato, appassionato dipendente per 28 anni e attuale titolare, che oggi si fa custode della tradizione della lavorazione manuale dell’ottone e del bronzo “a staffa”: un procedimento quanto mai ipnotico e affascinante in cui le mille sfumature di grigio che dominano gli ambienti sono squarciate dall’arancio vivo del metallo fuso. Si inizia preparando a mano una forma dove, imprimendo il modello sulla sabbia argillosa di Fontainbleu, detta anche Terra di Francia, si ottiene il negativo dell’oggetto da riprodurre. I telai, chiamati anche staffa o libro, sono poi posizionati a terra e riempiti con il getto ottenuto dalla fusione a 1300 gradi dei metalli nel crogiolo, lasciati raffreddare e, quindi, aperti per “liberare” l’oggetto che passa alle fasi finali di rifinitura, pulitura e cesellatura. Grazie all’abilità degli artigiani coinvolti nelle varie lavorazioni e alla tecnica della formatura a tassello, si ottengono creazioni artistiche dai dettagli incredibilmente particolareggiati, impossibili da replicare con tecniche industriali, e di squisita raffinatezza armonica.

Un’unicità data anche dai modelli che vengono utilizzati per ricreare forme e decori, alcuni vecchi anche di 300 anni, recuperati con amore in aree dismesse o vecchie case, che rappresentano un’incredibile archivio storico dell’arredo urbano della Venezia più romantica: campanelli, pomoli e battacchi di ogni forma, stile e disegno, fregi per mobili e lampadari, chiavi (bellissima la “collezione” di quelle storiche degli alberghi di lusso più famosi di Venezia, il Bauer, il Cipriani, il Danieli, il Gritti…), i leoni di San Marco simbolo della città, maschere su modello originale della Commedia dell’Arte…Sono tanti i lavori “illustri” commissionati negli anni, come il leone alato donato dalla Città di Venezia alla Regina Elisabetta in occasione della sua visita nel ‘61, la statua di Bartolomeo Colleoni regalata a Charles del Gaulle nel ’64, i lampadari ordinati dalla Casa Bianca durante la presidenza Carter negli anni ’70, o le opere realizzate per artisti tra cui Jean Arp, Vittorio Bassaglia, Livio Seguso o Pino Signoretto.

Se siete fortunati, su prenotazione, potrete assistere allo spettacolo della fusione che si tiene una volta alla settimana, mentre le copie dei decori e monumenti più iconici di Venezia e altri oggetti artistici si possono trovare nel negozio di Calle Fiubera a pochi passi da Piazza San Marco.

Il segreto

E’ alla Fonderia Valese che, negli anni, la città si è rivolta per la “manutenzione” di molti dei suoi simboli: come nel luglio del 1989, quando le ha commissionato la ricostruzione dei bracci dei fanali di Piazzetta S. Marco andati distrutti durante il celebre concerto dei Pink Floyd.

Info utili

Fonderia Valese
Fondamenta Madonna dell’Orto, 3535
30121 Venezia
+39 041 720234

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