Fondazione Jonathan Collection – Aerei Storici Famosi (TV)

Volare con le ali della storia. A Nervesa, in un campo d’aviazione museo ai piedi delle colline del Montello già teatro delle battaglie aeree più leggendarie della Prima Guerra Mondiale, esiste un luogo unico dove si possono ammirare alcuni tra gli aerei d’epoca più famosi al mondo, originali o repliche perfette, come il mitico Fokker del Barone Rosso o il caccia di Francesco Baracca.

Protagonista del campo di volo, un hangar Bessonneau originale della prima Guerra Mondiale, l’unico al mondo ancora utilizzato per scopi aeronautici e riconosciuto come bene di interesse storico-culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Qui, è custodita una flotta di aerei storici che ha fatto la storia dell’aviazione mondiale: il Wright Flyer, il primo aereo a compiere un volo a motore ed anche l’unica copia volante al mondo; il Blériot XI, protagonista della prima traversata della Manica nel 1909 o il Tiger Moth, mitico aereo utilizzato dalla Royal Air Force britannica sino al 1952 qui presente con ben tre esemplari originali tra cui quello utilizzato per le riprese del film Il Paziente Inglese. Ma è con il triplano da caccia Fokker Dr.I del “Barone Rosso” Manfred von Richthofen, il Caproni Ca.3 primo bombardiere della storia usato da Gabriele D’annunzio e il biplano Spad XIII, il caccia utilizzato durante la prima Guerra Mondiale da Francesco Baracca, l’”asso degli assi” dell’aviazione che, dopo 34 gloriose vittorie, ha trovato la morte proprio a Nervesa della Battaglia, che la leggenda si fa da brivido.

La flotta è composta da modelli originali e repliche perfette che sono state, incredibilmente, costruite da Giancarlo Zanardo, Presidente della Fondazione e valoroso pilota con oltre 2.500 ore di volo al suo attivo, che ha riprodotto fedelmente ogni dettaglio, sulla base di disegni tecnici ufficiali. Una sfida che, oltre a richiedere anni di lavoro per ciascun veivolo, necessita anche l’utilizzo di tecniche e materiali d’epoca, come una preziosa tela proveniente dalla fusoliera di uno degli aerei della 91ª Squadriglia a cui apparteneva Baracca montata sullo Spad XIII o un motore originale Alfa Romeo Colombo del 1927 per il Caproncino Ca.100.
La Fondazione Jonathan è stata creata nel 2011 proprio da Giancarlo Zanardo, imprenditore con il sogno per il volo che, dopo aver lasciato la Presidenza dell’Areoclub di Treviso, ha unito sogno, visione e immenso talento per dare vita ad una delle più straordinarie ed emozionanti collezioni di aerei storici al mondo, nonchè l’unica in Italia. Con lui, una decina di appassionati “top gun” in pensione che vi faranno da guida in questa indimenticabile avventura. La loro storia si legge alle pareti dell’Hangar e della Club House dove centinaia di foto ricordano le loro imprese celebri, come la partecipazione a manifestazioni aeree internazionali, tra cui il recente 55° anniversario delle Frecce Tricolori, e i voli con personaggi illustri come l’astronauta Samantha Cristofoletti e il Colonnello Lance K. Landrum comandante del 31º Fighter Wing di Aviano.

Una visita guidata (se siete fortunati insieme a Roberto Tomadini, responsabile Relazioni Esterne della Fondazione che vi racconterà storie incredibili), magari assistere ad un’esibizione aerea privata e l’incontro con gli straordinari piloti che si fanno custodi dei capitoli più significativi della nostra storia, ha l’inestimabile valore di una emozione a cavallo tra un brivido e la commozione. Non perdetevi, inoltre, gli eventi speciali durante i quali vengono organizzate delle perfette ricostruzioni storiche con tanto di finti abbattimenti.

Il segreto

Sul caccia di Francesco Baracca vi sembrerà familiare il “cavallino rampante“ che si erge fiero su uno dei lati del velivolo. Il logo della Ferrari deriva, infatti, proprio dal simbolo scelto dal conte Francesco Baracca per contraddistinguere le fiancate dei suoi aerei. Nel giugno del 1923, Enzo Ferrari, durante una gara, incontra la contessa Paolina, madre di Baracca, che gli suggerisce di utilizzare il logo del “cavallino rampante” sulle sue auto come porta fortuna. Le vittorie conseguite con l’uso del cavallino fan si che il pilota decide di adottarlo come suo unico simbolo. Curiosamente, il cavallino fu utilizzato anche da Fabio Taglioni per la moto Ducati: il padre era, infatti, molto amico di Baracca con cui aveva combattuto nello squadrone “Air 91”, ma la notorietà che nel frattempo la Ferrari aveva conseguito gliene fece abbandonare l’uso.

Info utili

Fondazione Jonathan Collection
Campo d’Aviazione Francesco Baracca
Via Fra Giocondo 8°
31040 Nervesa della Battaglia, TV
+39 340 3998101

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