Locanda Castelvecchio

Un’istituzione indiscussa di Verona, parte dell’Associazione Botteghe Storiche del Centro, e custode delle sue tradizioni culinarie più autentiche come il bollito con salsa pearà servito in guanti bianchi e argenteria delle grandi occasioni, conta una storia davvero unica.
Nata come farmacia nel ‘700, nel corso del secolo viene semidistrutta da un incendio che risparmia solo la bellissima boiserie, visibile nella prima sala del ristorante, e un dipinto raffigurante una Madonna con Bambino che, si dice, fermò l’incendio, oggi collocata all’ingresso a protezione beneaugurante della Locanda. In seguito al restauro del palazzo, nel 1831 i locali vennero adibiti a gastronomia e salumeria, la più antica di cui si ha notizia a Verona, sino a quando nel 2000 Armando Bordin la trasforma in un ristorante di classe, recuperando anche il piano inferiore in muratura a botte romana, una volta usato come magazzino, oggi una fornita cantina.

Mosso da grande passione e rispetto per la storia, l’imprenditore ha saputo mantenere intatto lo spirito di questo tempio della gastronomia veronese, donandogli vita eterna grazie ad un decor senza tempo, ma di grande originalità, che sposa elementi ottocenteschi a dettagli déco da club inglese ed il design anni ’60 di Fornasetti ad accostamenti piacevolmente eversivi che ricordano Villa Atellani ed il genio dell’architetto Portaluppi.

Un gusto che si rispecchia con unicità anche nella cucina tipica che conta piatti preparati con grande cura secondo antiche ricette e procedimenti tra cui spicca il famoso carrello dei bolliti che vengono serviti nel rispetto della tradizione veronese con salsa pearà. In origine era preparata con pane grattugiato, midollo di bue, burro, brodo di carne e pepe (il nome significa infatti “pepata”) di cui ogni padrona di casa veronese aveva una sua ricetta segreta, così come la Locanda ha, appunto, la sua. Bellissime le stoviglie e gli argenti d’epoca con cui viene servita ogni portata nelle salette, tutte diverse tra loro, e nel suggestivo giardino d’inverno.

Al primo piano dell’adiacente Palazzo Tommasi, a completamento del sogno romantico di Armando Bordin, oggi perpetuato dalla figlia Alice, la Locanda dispone anche di camere magnificamente arredate, con vista sull’Adige o Castelvecchio, perfette per un soggiorno indimenticabile nella città dell’amore.

Il segreto

La leggenda racconta che durante l’occupazione di Verona da parte dei Longobardi, la salsa pearà fosse stata inventata dal cuoco di Re Alboino come energetico per ridare forza a Rosmunda, la sua giovane sposa, che voleva lasciarsi morire di fame dopo che Alboino le aveva ucciso il padre e obbligata a bere dal suo teschio.

Info utili
Locanda di Castelvecchio
C.so Castelvecchio 21/a
37121 Verona
+39 045 8030097

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