Il radicchio rosso

Fiore d'inverno

Il leggendario “fiore che si mangia”, uno dei prodotti più caratteristici e originali del Veneto, nasce nel freddo dell’inverno, tra le dolci campagne irrorate dalle tante vie d’acqua tipiche della zona, come per magia. Dall’irresistibile gusto dolce amaro, dal 1996 è protetto dall’omonimo Consorzio che oggi tutela il Radicchio Rosso di Treviso I.G.P., nelle due tipologie precoce e tardivo, e il Radicchio Variegato di Castelfranco I.G.P.

Un prodotto davvero unico. Coltivabile esclusivamente nelle campagne di 24 comuni del Veneto, 17 in provincia di Treviso, 5 in provincia di Venezia e 2 in quella di Padova, il re dei radicchi, il Radicchio Rosso di Treviso IGP tardivo, si può raccogliere solo dal 1 novembre, e comunque dopo almeno due brinate per favorire il tipico colore rosso. Segue una lenta lavorazione che utilizza le tecniche di forzatura ed imbianchimento, per poi procedere con la fase di toelettatura, lavaggio e confezionamento; un processo che impiega ben 30 giorni di lavoro.

Anche la storia di questo ortaggio è alquanto unica e avvolta dal mistero. Se in botanica la specie spontanea, denominata Cichorium Intybus, è presente fin dalla notte dei tempi, come si evince già nel ‘500 da un quadro di Leandro Da Ponte detto Bassano intitolato “Le nozze di Cana” (1579-82) in cui si vedono chiaramente ritratti alcuni radicchi rossi, l’origine vera e propria è celata dietro mille leggende. Come quella che racconta di alcuni uccelli che avrebbero lasciato cadere il seme di cicoria sul campanile del paese di Dosson di Casier, oggi una delle principali aree di coltivazione del radicchio, dove i frati ne avrebbero, quindi, iniziato la coltivazione. Altra tesi racconta che il vivaista belga Francesco Van De Borre, giunto nel 1870 a Villa Palazzi a Treviso per seguire la realizzazione del giardino all’inglese, avrebbe insegnato la tecnica dell’imbianchimento delle cicorie belghe ai locali.

La storia documentata ci porta, invece, alla data del 20 dicembre 1900 quando, sotto la Loggia di Palazzo dei Trecento a Treviso, venne realizzata la prima Mostra del Radicchio su iniziativa di Giuseppe Benzi, agronomo di origine lombarda insegnante all’istituto tecnico Riccati, divenuto responsabile dell’Associazione Agraria Trevigiana, una tradizione che vive ancora oggi durante le festività natalizie della città veneta.

  • Perché amarlo
    Cotto o crudo, un sapore davvero unico che crea dipendenza!
  • Dove assaggiarlo
    All’Osteria La Pasina a Dosson di Casier che si trova proprio in una delle maggiori zone di produzione del radicchio.
  • L’abbinamento Must
    In insalata con le arance o, cotto al forno, abbinata a un formaggio veneto come il Morlacco del Grappa.
  • 2 novembre 2019